selenevalentina

venerdì 24 dicembre 2021

Albatros

 

 

Ricordando Luigi Medici (1941-2021) Marito di Valentina Selene Medici, poetessa ben conosciuta in Valceno e nel parmense, si è spento il 19 settembre, colpito da grave infezione polmonare.
Luigi e Valentina si sono conosciuti a Parma, nella fabbrica dove entrambi lavoravano e, nel 1970, si sono sposati, trasferendosi a Noceto, dove è nato il figlio Daniele.
Nel 2007 Luigi ha subito un difficile intervento alla gola e le amorevoli cure, di cui l'ha circondato la moglie, in questi 14 anni, hanno alleviato le sue sofferenze. Ricordiamo Luigi attraverso una poesia molto struggente, scritta da Valentina, che così vuole fare memoria del marito.

L’ha lasciata “sola a vagare col pensiero” dove ritrovarlo un giorno…

Su una piccola isola? In un’ampia valle? Sul monte amato (il Barigazzo)? In un luogo di luce, musica e pace? Il commovente finale della lirica, in un crescendo continuo, non lascia dubbi: “Sarà la tua mano a prendere la mia per condurmi dove ricongiungerci”.

ALBATROS

Sei volato via su lunghe ali di sofferenza e mi hai lasciata sola a vagare col pensiero su dove ritrovarti un giorno. Sarà forse una piccola isola da scoprire dove il mare intorno alterna tempeste e bonacce? Sarà forse un ampia valle con pietre, calanchi e campi seminati, un declivio ricoperto di piccoli fiori gialli uno strano fiore con petali grassi a cinque punte e al centro un piccolo cuore a ripetere il giallo, con un sentiero lungo come una vita, a tratti piano e a tratti pietroso? Sarà il monte amato dove la Grande Croce attendeva un nostro abbraccio di fede? Dove abbiamo impresso orme su neve diamantata dal sole? Era un sette gennaio ormai lontano. O forse sarà un luogo di luce, musica e pace? Nulla ora mi è dato sapere. Ma nel giorno scritto sarà la tua mano a prendere la mia per condurmi dove ricongiungerci.

Ciao, Luigi! 

mercoledì 28 luglio 2021

Fantasma in internet

Son anà a fa in giru a Bardi e in tu castellu 

ò incontrà u fantasma de Moruellu.

 U m'à dittu che da so Soleste 

u ne po' miga fa sensa ma dopu tantu tempu 

u cumencia a mettesela in pasiensa. 

Dopu tuttu u castellu l'è ina meraviglia 

e con i bardesan u se senta in famiglia. 

U panurama l'è da futugrafà 

e in autunnu, in invernu, in primaveira

 e in istà de culuri ghe n'è in quantità. 

Chei a tecnologia l'è avanzà 

e lu a navigà in internet l'à imparà. 

Cusèi ina bella fantasma l'à cugnisì 

e con a web cam i sen visti e sentì. 

Quande se summa salutà de dive ina cosa u m'à pregà. 

Certu ogni don resterà in tu so postu 

ma se qualche notte nu vedì miga girà in tu castellu 

ne sti miga subitu pensà 

che l'è anà dalla fantasma a fa u munellu. ​ ​ 

 

FANTASMA IN INTERNET

 ​ Sono andata a fare un giro a Bardi e nel castello 

Ho incontrato il fantasma di Moroello.

 Mi ha detto che della sua Soleste 

non può fare senza ma dopo tanto tempo 

comincia a mettersela in pazienza. 

Dopo tutto il castello è una meraviglia 

e con i bardigiani si sente in famiglia.

 Il panorama è da fotografare 

e in autunno, in inverno, in primavera e in estate 

di colori ce ne sono in quantità.

Qui la tecnologia è avanzata 

e lui a navigare in internet ha imparato. 

Così una bella fantasma ha conosciuto

 e con la web cam si sono visti e sentiti. 

Quando ci siamo salutati 

di dirvi una cosa mi ha pregato 

Certo ognuno resterà nel suo posto 

Ma se qualche notte

 non lo vedete girare nel castello 

non pensate subito 

che con la fantasma è andato a fare il monello.

martedì 27 luglio 2021

Barigazzo

 

Oggi nostalgia si scioglie

in accorato pianto

per il monte ormai lontano

sull’amato monte amico.

Non abbraccio alla Croce

e non carezze ai cavalli.

Non muschio profumato

non rosse fragoline

donate da mano amica.

Non leggero bacio

su labbra annerite

da more settembrine.

Non fresca acqua sorgiva

con sapore di neve sciolta.

La vita prende sue decisioni

che dure devi accettare.

Ma un ricordo sempre può bastare?

 

domenica 14 giugno 2020

          1.  

Oggi giornata mondiale del donatore di sangue

 

        DONO D'AMORE

 

Torna indietro il pensiero

a un tempo ormai lontano

quando bimba felice

in mezzo ai monti vivevo

e del dolore ancora

non ero a conoscenza.

Un giorno persone

bussarono alla porta

chiedendo a mio padre un dono

per un figlio da salvare.

Tante volte andò a donare

gocce di vita colme d'amore.

Nulla accettava se non

il biglietto della corriera

che anche per noi

non ce n'era da buttare.

Conservo le sue medaglie.

Sono d'oro come il suo cuore.

Ho certezza di una cosa

che sul viso di chi

la vita ritrovava

lo stesso sorriso s’accendeva

che il volto di mio padre

sempre illuminava.